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Nov

Gli Esperti Italiani: Intervista a Matteo Zambon

Category : Analytics, News e Eventi / by

Continuiamo con lo speciale dedicato agli esperti, tanti bei spunti stanno nascendo dalle loro interviste.

Ti sei perso le altre? Ecco le interviste agli esperti Web.

Oggi tocca a Matteo Zambon, Google Tag Manager, Adwords & Analytics Expert ed uno dei massimi esperti italiani.

Buona lettura!

Qual è la tua giornata lavorativa tipo?

Tutto inizia da un buon caffè, anzi da un ottimo caffè 🙂

Il resto della giornata cambia a seconda se il lavoro è in ufficio, da clienti o in smart working da casa. Diciamo che nella normalità la mia giornata inizia con l’allineamento dei lavori da gestire in giornata con i collaboratori e poi si inizia.
Il mio lavoro si divide tra consulenze, gestione strategica del tracking per clienti, la gestione del Club Tag Manager Italia (la mia membership a pagamento), sui corsi sulla digital analytics e (ultima news del 2020) il beta testing su nuove funzionalità di Google Tag Manager.

 

Quando hai conosciuto Google Tag Manager? Puoi spiegarci come sei diventato la figura di riferimento in Italia?

Il mio amore per Google Tag Manager è iniziato nel 2015. All’epoca ero focalizzato su Google Ads (all’epoca AdWords) e durante i vari meeting organizzati da Google Italia a Milano ogni tanto emergeva la gestione di conversione con GTM (soprattutto per la gestione di un e-commerce).
Mi ricordo perfettamente che un bel giorno ho deciso di approfondire GTM e con grande stupore mi resi conto che in Italia non c’era nessuno che spiegasse cosa fosse e come doveva essere implementato. In realtà anche in lingua inglese non è che ci fosse una focalizzazione estrema.
Così, dopo un po’ di smanettamenti e qualche implementazione, ho deciso di creare il sito www.tagmanageritalia.it per divulgare l’utilizzo di questo utilissimo strumento.
Direi che l’intuizione mi ha dato ragione. Ora GTM è uno strumento indispensabile per il tracciamento della web analytics.
Da qui il mio focus su GTM ha avuto una continua escalation, compreso l’essere relatore in eventi nazionali ed internazionali fino ad essere stato scelto come beta tester ufficiale di Google Tag Manager da Brian Kuhn in persona (capo degli ingegneri di GTM).

 

Puoi spiegare ad un neofita di cosa si tratta quando parliamo di Google Tag Manager?

Uh, certo 🙂
Google Tag Manager è uno strumento gratuito che che ti permette di capire, attraverso dei sensori, quali azioni stanno facendo gli utenti nelle pagine del sito.
Nel dettaglio, ti permette di attivare servizi esterni di analisi o profilazione (come Google Ads, Google Analytics, Facebook, Hotjar e così via) a seconda del tipo di engagement che ha l’utente.
Questi servizi per GTM non sono nient’altro che Tag e i tipi di azione sono gli Attivatori che accendono i Tag.
Quindi di sorta è un centro di controllo per gestire tutti i servizi di analytics e profilazione marketing.

 

Per utilizzarlo bene, che conoscenze devi avere?

Ci sono due livelli di utilizzo di Tag Manager: base e avanzato. Nel base non hai bisogno di conoscere niente a livello tecnico. Ti basta utilizzare gli elementi che GTM ti mette a disposizione e conoscere le dinamiche dei vari Tag che vorresti utilizzare. Nel livello avanzato invece la conoscenza di JavaScript, HTML e CSS sono fondamentali. Inoltre è assolutamente importante capire esattamente le dinamiche di funzionamento di un pagina web e della gestione di scambio dati tra il browser e il server. Se hai questo know-how fai dei bellissimi “barbatrucchi” come li chiamo io.

 

Quali sono i vantaggi lato SEO per chi utilizza Google Tag Manager?

I vantaggi principali sono tre:
  1. Puoi “pulire”, ovvero modificare alcuni parametri on-page come title, description, hreflang, rel canonical. Inoltre puoi verificare anche search console
  2. Puoi aggiungere dei dati mancanti attraverso JSON-LD ( qui c’è una guida: https://www.tagmanageritalia.it/guida-avanzata-google-tag-manager-lottimizzazione-seo/)
  3. Analizzare alcune metriche fondamentali come i web vitals (https://www.tagmanageritalia.it/guida-avanzata-come-tracciare-i-core-web-vitals-con-google-tag-manager/)

E’ uscito il tuo libro che parla proprio di questo, ce ne parli?

Volentieri 🙂
La nuova edizione del mio libro “Google Tag Manager per chi inizia” è adatto sia a chi è alle primissime armi in GTM e sia a chi ha già confidenza.
Ho avuto l’onore di avere trai praiser Simo Ahava in persona, oltre a tantissimi altri esperti nel panorama italiano.
Si passa da cos’è GTM, perché è nato e quale sarà il suo futuro a come vendere le proprie competenze di GTM nel mercato.
Inoltre parlo anche del GTM Server-Side, della Cookiegeddon e anche delle potenzialità di GTM attraverso le API con il Progetto Andromeda.
Insomma tanta roba. Allo stato attuale è il libro più aggiornato su Google Tag Manager.

 

Quali sono secondo te i comportamenti che dovrebbero avere più attenzione e quindi essere tracciati? (Sia per un blog che per un e-commerce)

Prima di tutto bisogna creare un piano di misurazione che permetta di indicare quali sono gli obiettivi di business. Dal piano emergerà cosa è utile tracciare per il tuo blog o e-commerce.
Quindi la risposta non è uguale per tutti. Un sito di ricette ha obiettivi diversi rispetto ad un sito di news e senza dubbio sarà diverso rispetto ad un ecommerce di scarpe.
Sicuramente un obiettivo comune è quello di capire se l’utente che sta navigando è in target con l’intento del nostro sito. 

Quali sono i 5 esperti (italiani o stranieri) che segui costantemente?

  • Simo Ahava
  • Brian Clifton
  • Krista Seiden
  • Avinash Kaushik
  • l’account ufficiale di Google Analytics nei vari social

 

Come vedi il futuro del tuo settore?

Lo vedo pieno di opportunità e ma anche colmo di complicazioni. 
Opportunità perché ci saranno sempre più richieste nell’ambito data driven. Il mercato lo vuole, basti pensare ad aziende come amazon, spotify, neflix, disney che basano tutto su machine learning e gestione dei dati.
Complicato perché le dinamiche saranno sempre più complesse e stringenti, basti pensare alla GDPR, al blocco cookie da parte dei browser (il famoso Cookiegeddon), all’aumento delle tipologie di servizi (Google Cloud, Big Query diventeranno sempre più utilizzate), all’arrivo di altre tecnologie (smart speaker, voice search, IoT, Neural Link)

Un consiglio da dare ad un giovane che vuole lavorare nel web?

Essere curioso, determinato e resiliente 🙂

Grazie mille per la disponibilità, in bocca al lupo per tutto.  

Grazie a te! A presto e buon Tag!

Grazie a tutti voi per la lettura, se non le avete lette ecco le interviste a Fabio AntichiRiccardo Esposito e Luca Bove.

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