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Nov

Gli Esperti Italiani: Intervista a Francesco Gavello

Category : Analytics, News e Eventi / by

Continuiamo con lo speciale dedicato agli esperti, tanti bei spunti stanno nascendo dalle loro interviste.

Ti sei perso le altre? Ecco le interviste agli esperti Web.

Oggi tocca a Francesco Gavello, Consulente, formatore e public speaker in Advertising e Web Analytics. 

Buona lettura!

Ciao Francesco, grazie per aver accettato questa intervista, per iniziare raccontaci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao Enrico, è un piacere essere qui.

Sono consulente, formatore e public speaker in advertising e web analytics. In due parole? Sviluppo strategie di inbound marketing per progetti web di grandi dimensioni.

Nel tempo ho collaborato con realtà attive in diversi settori di alto profilo, scuole di formazione e agenzie di comunicazione. Revisiono strategie di marketing, pianifico attività di advertising sui motori di ricerca e sui social media, supporto i team di lavoro, effettuo formazione in aula e online.

Come hai iniziato a lavorare nel digital?

Un laurea in scienze della formazione. Un primo lavoro, praticamente da subito, come project manager in una grande realtà digital del milanese. Nel frattempo, un blog che cresceva e mi permetteva di raccontare al mondo ciò che imparavo sul marketing e (soprattutto) sulle persone. Poco dopo, il salto verso la P.IVA, il focus sull’advertising. Da lì, non mi sono più fermato.

Qual è la tua giornata lavorativa tipo?

Più che una routine, ho un canovaccio. 🙂

A inizio giornata, prima panoramica su tutte le campagne attive. Poi email, che cerco di controllare solo tre volte al giorno: mattino, dopo pranzo e metà pomeriggio, spostando quanto più possibile necessiti di un feedback in tempo reale su altri canali. L’obiettivo, per quanto possibile, è la “inbox zero”.

Calendar è il mio migliore amico, perché per il resto della mia giornata si parla principalmente di attività su campagne, call o allineamenti con il resto del team. A fine giornata, nuovo check su tutte le campagne attive e aggiustamenti del calendario per i giorni successivi.

Com’è cambiato, secondo te, il mondo dell’advertising negli ultimi anni?

Riassumerei il cambiamento in una sola parola: automazione. Le piattaforme sono concentrate da anni nel fornire soluzioni di A.I e Machine Learning per automatizzare parte del lavoro di un advertiser. Alcuni ancora guardano alle strategie di offerta automatiche con sospetto, senza realizzare che con la potenza economica e di capitale umano di un Google o Facebook di turno non è questione di “se diventeranno la norma” ma di “quando diventeranno la norma”.

Come può aiutare Google Analytics in una strategia SEO?

Google Analytics è tanto utile a un advertiser quanto lo può essere per un SEO. È importante però che tutto parta da una raccolta di dati non solo corretta: di più. È davvero importante. Garbage in, garbage out, come dicono quelli bravi. Se i dati sono stati raccolti male, non c’è strategia di analisi che tenga. Potranno solo portare a conclusioni sbagliate.

Una volta che i dati sono arrivati in pancia alla piattaforma con precisione, padroneggiare la segmentazione del traffico è fondamentale. I segmenti sono in Google Analytics uno degli strumenti più importanti e complessi. Utili tanto per chi deve “soltanto” scremare il traffico rimanendo in Analytics che per chi deve condividere questi elenchi in piattaforme pubblicitarie come Google Ads.

Quali sono i 3 parametri principali di GA da tenere sott’occhio?

Mi metti in difficoltà. Solo scrollando l’elenco di tutte le metriche e dimensioni presenti in Google Analytics potremmo elencarne decine e decine, tutte utili (o completamente fuorvianti) a seconda del contesto.

È questo, se vogliamo, ciò che spaventa chi inizia a guardare a piattaforme di web analysis come Google Analytics: la profondità dello strumento e la quantità di modi che ha per raccontarti cosa accidenti sta succedendo sulle tue pagine.

Partire dal contesto, invece, ci permette di concentrarci su quale scenario vogliamo evidenziare, facendoci una buona domanda. Per esempio, se volessi capire attraverso Google Analytics se l’attività di produzione di contenuti sul mio blog stia stimolando gli accessi al mio e-commerce e l’aggiunta a carrello di un prodotto, potrei stabilire prima di tutto una strategia di raccolta dati e poi guardare, solo a questo punto, ai dati raccolti analizzando per esempio il traffico che da una qualunque pagina del blog si sposta sul lato e-commerce del sito e inizia a scatenare “eventi” di tipo “aggiunta al carrello”.

Tutto dipende dal contesto, dicevo.

E da una buona domanda.

Ti occupi anche di blogging, quali sono secondo te le strategie migliori per il proprio sito/blog?

Il blogging è cambiato molto nel tempo ma rimane ancora una delle cose migliori che puoi fare se hai qualcosa di interessante da dire al mondo.

La strategia migliore, che vale sempre e resiste alla prova del tempo, è rispondere a un preciso intento. Non è facile. Ma è ciò che funziona davvero al di là di ogni tattica a breve raggio volta a sfruttare qualche scivolone di Google per ottenere qualche debole posizionamento.

Un buon amico diceva, “Content is King”, è ancora così oggi?

È complicato. Il contenuto è il punto di partenza, certo. Ma se il contenuto è “re”, la promozione è “regina”. Dove per promozione intendo qualunque strategia volta a far vedere quel contenuto a chi potrebbe farne uso in maniera per noi interessante. Può trattarsi della SEO o dell’ADV in Google. Di una strategia di email marketing. Di una strategia social organica o pagata.

Un tempo si poteva pensare di costruire qualcosa e attendere che le persone arrivassero naturalmente, dai canali più disparati, per farne uso. Si era di meno, c’era meno competizione e emergere era enormemente più facile.

Oggi, senza promozione, anche un contenuto di qualità può faticare parecchio per trovare il giusto riconoscimento.

Quali sono gli errori più comuni?

Non aver focalizzato una precisa intenzione. È un errore che si paga caro tanto nel blogging che nell’advertising. Così come quando scrivi un annuncio devi avere ben chiaro chi hai di fronte (i suoi comportamenti, le sue necessità e paure) lo stesso vale nello scrivere un post. Focalizza l’intento, e tutto il resto andrà bene.

Come vedi il futuro del tuo settore?

Ancora una volta, automazione. Nell’advertising sarà sempre meno importante essere colui che costruisce la campagna, quanto invece essere colui che possiede quella preziosissima visione globale utile a strutturare una vera strategia pubblicitaria coerente e solida. Ci sarà sempre meno bisogno di bravi utilizzatori di interessanti piattaforme e più di persone che comprendano le dinamiche più intime del fare pubblicità.

Quali sono i 5 esperti (italiani o stranieri) che segui costantemente?

Ecco i miei cinque:

  • Avinash Kaushik (kaushik.net)
  • Jon Loomer (jonloomer.com)
  • James Clear (jamesclear.com)
  • Simon Sinek (simonsinek.com)
  • Tim Ash (timash.com)

5 tool indispensabili per fare il tuo lavoro?

  • Google Ads editor. Velocizza enormemente la gestione delle campagne, cosa che non è sempre fattibile attraverso la versione web di Google Ads.
  • Uno strumento di project management intuitivo e minimale come non ne vedevo da, beh, praticamente mai. Lo uso da quando si chiamava ancora DaPulse e credo non lo abbandonerò mai. (monday.com)
  • Anche se non sono un SEO, dicevo, è davvero uno strumento intuitivo, efficace e a portata di mano per tenere d’occhio questo fronte. (seozoom.it)
  • Fondamentale per tenermi aggiornato sulle news di settore. Se ci si pensa, non esistono grandi altri competitor. Un tempo sì, oggi è il degno erede di Google Reader (chi se lo ricorda?) (feedly.com)
  • Un text editor che mi permette di scrivere in markdown e di formattare molto rapidamente testi per articoli, newsletter, documenti e assemblare in senso più ampio idee. (ulysses.app)

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Libri o corsi in vista?

Tengo particolarmente a un progetto. Un libro edito da Dario Flaccovio Editore, a cui sto lavorando da diversi mesi. Il tema? Google Ads, naturalmente. Siamo davvero nelle fasi finali, per cui parliamo di giugno.

Un consiglio da dare ad un giovane che vuole lavorare nel digitale?

Costanza e qualità. È davvero tutto qui. Fai qualcosa di sufficientemente buono per abbastanza tempo e le persone si accorgeranno di te. È facile “mentire” per un po’, ma solo la prova del tempo fa la differenza.

Lasciaci con la tua citazione preferita 😉

“Genius is one percent inspiration, ninety-nine percent perspiration. (Thomas Edison)”

ovvero:

”Il genio è per l’1% ispirazione e per il 99% sudore.”

La adoro perché smonta in due parole il mito del “genio” e la figura di chi le azzecca tutte al primo colpo. Non è mai così. Tutti hanno una buona idea (prima o poi). La differenza la fa chi quell’idea la cura e ci lavora sopra, sudando le classiche sette camicie.

Un saluto a tutti i tuoi lettori, a presto, Francesco.

Grazie a tutti voi per la lettura, se non le avete lette ecco le interviste a Riccardo MaresRiccardo Esposito e Luca Bove.

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