09

Ott

Gli Esperti Italiani: Intervista a Dario Ciracì

Category : News e Eventi / by

Continuiamo con lo speciale dedicato agli esperti, tanti bei spunti stanno nascendo dalle loro interviste.

Ti sei perso le altre? Ecco le interviste agli esperti Web.

Oggi tocca a Dario Ciracì, consulente SEO, che tutti conosciamo per essere l’autore del blog Webinfermento, uno dei punti di riferimento in Italia.

Buona lettura!

Ciao Dario, grazie per aver accettato questa intervista, per iniziare raccontaci chi sei e di cosa ti occupi.

Ciao! Sono socio co-fondatore di Webinfermento. Per la mia agenzia mi occupo principalmente della gestione dei clienti e della definizione delle strategie digital. Il mio focus, a livello operativo, resta la SEO, che seguo e curo ancora oggi personalmente.
In questi anni l’esperienza mi ha portato a specializzarmi sulla costruzione di portali web con obiettivo traffico organico SEO e la cura di siti soggetti a penalizzazioni/filtri algoritmici. 
Avendo sempre lavorato in proprio, prima come freelance poi come socio, in questi 12 anni ho avuto la possibilità di fare esperienza SEO su progetti completamente diversi tra loro, per dimensione (dal sito da neanche 30 accessi al giorno a quello da 30k), per struttura (ho iniziato a fare SEO su siti in puro html) e per settore (da settori considerati “facili” a quelli più competitivi (scommesse e adult).
Una cosa posso ancora dirla: dopo tutti questi anni per me fare SEO resta ancora una passione, più che un lavoro.

 

Come hai iniziato a fare SEO?

Conoscevo la SEO dal 2003. Nel mio corso di laurea in Marketing con orientamento Internet Marketing, sui libri si parlava già di SEO. Sebbene non fosse spiegato in cosa consistesse, perché, ricordiamolo, all’epoca era più un’attività relegata ai developer puri.
Attorno al 2007 iniziai a sperimentare sull’allora mio blog in Splinder (chi se li ricorda?) alcune tecniche SEO, più che altro limitate al copy, come inserire la keyword all’inizio del titolo, ripeterla nel testo, ecc. Ricordo però anche che i miei primi “scambi link” avvennero lì, con lo scambio di banner tra blogger similari. Ricordo di aver raggiunto la terza posizione con la keyword “chitarristi rock” per una classifica che feci su quel blog. Poi è arrivata la formazione e la specializzazione e il lavoro sui primi progetti.


Qual è la tua giornata lavorativa tipo?

Essendo titolare di agenzia una parte importante della giornata (di solito inizio e fine) sono dedicati alla gestione del cliente: mail, call, preparazione report, ecc. Poi c’è la parte strettamente operativa, ma anche una parte dedicata alla gestione dei collaboratori del mio team.

 

Com’è cambiata la SEO in questi anni?

Beh, prima ho parlato dei miei inizi. La SEO è cambiata tantissimo. Chi ha conosciuto la SEO nel 2008 o anche prima saprà benissimo che oggi fare SEO è molto più difficile.
Anzitutto c’è molta competizione: se prima erano ottimizzati un sito su 10-15, ora sono ottimizzati 1 su 2, o anche tutti in certi settori. C’è meno possibilità di infrangere le linee guida di prima. Cosa che rendeva più facile fare SEO. E’ anche molto più difficile oggi recuperare penalizzazioni algoritmiche, perché, a differenza dell’era Panda/Penguin, dove comunque sapevi con certezza cosa aveva causato il tuo brusco calo di traffico organico, oggi vengono pubblicati Quality Update i cui target primari restano sconosciuto a tutti.
Tutto ciò ha portato dunque oggi ad una conseguenza: fare SEO costa molto più del passato, sia per le competenze e l’aggiornamento costante richiesto, sia come budget di investimento per le aziende e, per ovvie ragioni, paradossalmente rende meno del passato, dove magari uno smanettone con poco budget riusciva a portati su per keyword ad alto volume di traffico divorando intere nicchie di mercato.

 

Ci sono dei trucchetti per “fregare Google”?

Onestamente non me ne sono mai interessato attivamente. Ce n’erano sicuramente più di oggi in passato e probabilmente qualcuno c’è ancora oggi. Ma la loro efficacia dura sempre meno e prima poi vieni abbattuto.
Sulla link building noto ancora una certa “resistenza” di tecniche più “gray” che “black”.


Parlando di link building, cosa ne pensi e quale pensi siano le migliori strategie per farla bene?

Beh, se parliamo di link building dovremmo capire cosa intendiamo con quel “fatta bene”. 
“Fatta bene” in termini di risultati che riusciamo a portare ad un progetto o “fatta bene” nel senso del rispetto delle linee guida di Google?
Purtroppo è difficile allinearsi su entrambi i fronti.
Chi acquista oggi la link building lo fa per aumentare il traffico organico su keyword commerciali ad elevato volume di traffico.
Quanti clienti acquisterebbero la link building consapevoli del fatto che saranno linkate solo “chiavi brand” o testi non commerciali? Per esperienza, posso dirti che lo fanno le multinazionali consapevoli dei rischi di una link building aggressiva.


Quali sono secondo te le tre Best Pratices per fare SEO oggi?

Qui il discorso da farsi è ampio. Oggi in molti pensano che per fare SEO sia sufficiente ottimizzare un title tag, un contenuto e “pomparlo” di link. Poi al minimo calo di traffico vanno nel panico e scaricano la loro responsabilità ad altri o a “complotti di Google”.
Fare SEO oggi significa innanzitutto conoscere come è strutturato un DOM, conoscere l’html e le differenze tra crawling, parsing, indexing e ranking. Rabbrividisco quando sento, ancora oggi, con tutta la formazione sulla SEO che circola in giro, leggere o sentir parlare di indicizzazione riferendosi al posizionamento, o di quality raters riferendosi ai quality analyst di Google che si occupano di assegnare azioni manuali. Ciò è anche colpa della formazione di bassa qualità diffusasi in questi anni, formazione che si è concentrata più sul contenuto e meno sugli aspetti tecnici (da cui la SEO si sviluppa) trasferendo il concetto che fare SEO sia piuttosto semplice e alla portata di tutti.
Bene, voglio lasciare in questa intervista un messaggio opposto: fare SEO non è semplice e non è per tutti.
Avere successo oggi nella SEO è ancora più difficile.
C’è bisogno di specializzazione oggi nella SEO e quella la sviluppi solo con diversi anni di esperienza sporcandoti le mani con decine di progetti differenti in settori diversi.
Le best practice restano sempre le stesse:
  • progettare un sito secondo le linee guida di Google
  • soddisfare i bisogni informativi dell’utente che usa il motore di ricerca.

 

Quali sono gli errori più comuni in questo settore?

L’errore più diffuso che riscontro è quello di lavorare a compartimenti stagni, ovvero realizzare un progetto senza aver pensato alla SEO prima, ovvero realizzo prima il sito a seconda delle pagine che ho in mente o dei prodotti che voglio vendere. Poi mi accorgo che per vendere mi serve la SEO e, come puoi immaginare, sarà sempre più difficile operare successivamente se parte dell’alberatura, ai fini SEO, andrà rivista.
L’altro errore più comune, che riguarda chi fa SEO o vuole diventare SEO specialist, è pensare che sia sufficiente un corso di formazione un master o 1-5 anni di esperienza per essere in grado di gestire qualsiasi progetto. Anche se hai 10 anni di esperienza nella SEO un nuovo progetto complesso, in un settore competitivo, può metterti in difficoltà e, in generale, può essere necessario mettersi a studiare e ad approfondire nuove dinamiche ogni volta.


Come vedi il futuro della SEO?

Beh, oltre ad essere sempre meno prevedibile e più dinamica? Penso che sarà sempre più competitiva e difficile da vendere. Si fa SEO da 20 anni ma la sua diffusione è piuttosto recente e radicata a preconcetti che vedono il consulente come il mago in grado di garantirti dei posizionamenti, se non in eterno, a lungo termine. Bene, stiamo vedendo che l’ago di demarcazione di “lungo termine” va sempre più accorciandosi e spostandosi verso il medio-breve termine, con Serp sempre più mutevoli e meno stabili nel tempo. E’ una cosa con cui chi fa SEO e le stesse aziende devono imparare a convivere.
Oggi ancor più di ieri è impossibile garantire dei posizionamenti e anche l’investimento nella SEO può diventare costante nel tempo. Di certo c’è, però, che la SEO resterà ancor a lungo uno dei migliori canali (se non il migliore) di conversione.


Ho letto il tuo libro Gestisci blog, social e seo con il content marketing, ce ne parli?

5 anni fa mi chiesero di scrivere un libro sul Content Marketing e accettai, precisando che sarebbe stato il mio primo e ultimo. Scrivere un libro tecnico richiede un impegno di tempo incalcolabile e molti dei concetti discussi possono diventare obsoleti a distanza di poco tempo dalla sua pubblicazione. Non è come lo scrivere un romanzo. Il romanzo è immune al passare del tempo. Anzi, ne acquisisce valore.
E’ un libro strategico di cui vado fiero perché, indipendentemente dagli strumenti citati (es. vedi Google+ che nel frattempo è passato a miglior vita), contiene un approccio strategico che, nel mondo digital era valido 10 anni fa ed è valido ancora oggi (e credo che lo sarà ancora per un po’ di tempo). Una strategia che, mettendo al centro i contenuti, è in grado di trasformare un brand in un editore riconosciuto nel proprio settore, permettendogli di rendersi visibile e, di conseguenza, aumentare le proprie vendite. Considera che è lo stesso percorso adottato da me e dalla mia agenzia. Quando ho iniziato non ero nessuno e non avevo nessuna esperienza.

 

Quali sono i 5 esperti (italiani o stranieri) che segui costantemente?

Tra gli italiani seguo e/o mi sono formato dai seguenti:
  • Giorgio Taverniti
  • Enrico Altavilla
  • Enrico Madrigano
  • Piersante Paneghel
  • Andrea Pernici
  • Gianluca Fiorelli
ho avuto poi ottimi “scambi” con SEO molto validi come Giovanni Sacheli, Riccardo Mares o Massimo Fattoretto, ma anche con nomi meno noti ma non per questo non degni di menzione, come Martino Mosna, Maurizio Ceravolo o Riccardo Perini, solo per citare i primi che mi vengono in mente.
Tra gli stranieri, per me è sempre un piacere leggere e ascoltare Rand Fishkin e Aleyda Solis e apprezzo molto anche Glenn Gabe e Marie Haynes


5 tool indispensabili per fare il tuo lavoro?

  • SEMrush
  • ScreamingFrog

Sicuramente questi primi due, il resto sono una serie di estensioni browser come:

  • Firebug
  • Lighthouse di Chrome
  • Web Developer
  • Scraper


Quali sono i tuoi prossimi progetti? Libri o Corsi in vista?

Al momento non ho nulla in programma. Ho un’idea per un corso di formazione. Ma al momento è solo un’idea.


Un consiglio da dare ad un SEOfita?

Beh, prima di tutto di appassionarsi di ricerca. La passione per la ricerca sta alla SEO come la farina sta al pane. 🙂 Quando vedo oggi sui gruppi e forum SEO fare domande banali, sulla SEO, per la quale ci sono già decine di risposte, solo cercando su Google, penso che chi fa quelle domande non potrà mai diventare un bravo SEO. Mettetevi in testa che fare SEO non è semplice perché Google non ama i SEO, anzi, li sfrutta per scoprire falle nel suo motore e, oltre a Google, i consulenti SEO sono ormai tanti.
Forse troppi. Fare SEO deve dunque essere prima la tua passione e poi il tuo lavoro. 


Lasciaci con la tua citazione preferita 😉  

“Hasta la vista baby” 😉

Grazie mille per la disponibilità, in bocca al lupo per tutto.  

Grazie a te!

Grazie a tutti voi per la lettura, se non le avete lette ecco le interviste a Riccardo MaresRiccardo Esposito e Luca Bove.

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